La storia dell’albero di biciclette


di Mauro Spinelli Quando parlammo per la prima volta dell’albero di Natale era ancora estate. Una mattina Simone Iualè venne in Comune e mi accennò dell’idea di costruire un albero riciclando vecchie biciclette inutilizzate. Sono sincero, mi sembrò un’idea un po’ bizzara e, seppur dissi che sarebbe stato il caso di tenerla in considerazione, dentro di me pensavo: “difficile che si riesca a fare, e c’è pure il rischio che venga una schifezza. E i giudizi sull’albero di Natale funzionano come nel calcio, se viene bello sono bravi tutti, se non piace la colpa è solo del Comune. Corriamo il rischio?”

Dopo alcuni giorni ci fu la riunione con i rappresentanti delle associazioni sangiustesi e nonostante qualche dubbio, i favorevoli sulla fattibilità del progetto erano in maggioranza. Poi alla fine del discorso arriva la domanda a me e all’Assessore Luciani: “l’Amministrazione è d’accordo?”. Ci siamo sentiti osservati. Dissi a Paolo: “guarda che gruppo di lavoro, questi sarebbero capaci di demolire e ricostruire un palazzo, figuriamoci se gli fa paura mettersi a fare un albero di biciclette...”. “Va bene, le risorse economiche sono poche, ma proviamoci” abbiamo risposto. Quindi decidemmo, tutti insieme, di partire per questa avventura.

Nel frattempo, manco a farlo apposta, la trasmissione radiofonica di Radio2 Caterpillar ha lanciato “Bike the Nobel”, la candidatura della bicicletta al Premio Nobel per la Pace e lì abbiamo avuto la sensazione che la cosa avrebbe potuto funzionare ancora meglio.

La fase di progettazione e realizzazione si prospettava piuttosto complicata e non era affatto semplice venirne a capo. Tanto che alla seconda riunione mi ritrovo seduto di fianco anche un architetto (che in corso d’opera sono diventati due) e sopra al tavolo un modellino fatto con cartoncini e cannucce di plastica. “Mhh”, pensai. “Qui la cosa si fa seria”.

Così, dopo varie ipotesi e un fitto passaparola è stata reperita quella Tour Eiffel in ferro che con apposite modifiche e rinforzi ha fatto da supporto a tutte le bici. Intanto le biciclette raccolte erano già 100 e dopo essere state smontate una ad una venivano verniciate separatamente in diversi colori. Di seguito l’intenso lavoro della saldatura dei supporti e dell’assemblaggio. Il piazzale di una fabbrica locale si è trasformato un gran laboratorio. Andarci la sera era fantastico: saldatori dappertutto, frullini, scintille e gru in movimento. Qualche imprecazione ogni tanto, ma con vino cotto e birra c’era allegria in abbondanza. Alla fine le biciclette montate sull’albero sono state addirittura 171 che illuminate da 14 proiettori a luce bianca offrono un colpo d’occhio fuori da ogni immaginazione.

Che dire, ora che l’albero è stato acceso? Prima di tutto vanno ringraziati tutti quelli che hanno collaborato a questo progetto, compresi i cittadini (non solo sangiustesi) che hanno donato le biciclette da utilizzare. E poi un ringraziamento particolare va a tutte le Associazioni (Ente Clown&Clown, Pro Loco, Ass. Bonafede, Ass. Commercianti), agli sponsor e ai volontari che nell’ultimo mese hanno dedicato serate intere a lavorare al freddo e fino a notte fonda.

Infine, non posso far altro che rinnovare l’invito a venire a Monte San Giusto per vedere la meraviglia del Re-Cycle Christmas Tree illuminato, un’attrattiva particolare che, insieme alla mostra di Presepi presso il Polo Museale e agli altri eventi in calendario, renderà il nostro Natale decisamente unico.

Vi aspettiamo.

#natale #albero

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