"Ad personam", presentazione del nuovo libro di Giulio Angelucci a Monte San Giusto


di Lorenzo Polimanti Una lunga e rigorosa ricerca, un'avvincente inchiesta che getta nuova luce su questioni irrisolte ed elementi inediti di quello che viene considerato il capolavoro assoluto di Lorenzo Lotto: la Crocifissione, la pala d'altare commissionata a Lotto nel primo Cinquecento dal vescovo di Chiusi Nicolò Bonafede, originario di Monte San Giusto, e tuttora esposta nella Chiesa di Santa Maria in Telusiano. "Ad personam", il nuovo libro dello storico e critico d'arte Giulio Angelucci realizzato con il concorso del Comune di Monte San Giusto, è la ricostruzione storica e artistica della vicenda legata alla nascita e alla realizzazione di quest'opera e mette al centro del racconto il rapporto tra il pittore ed il committente, del quale si evidenzia in modo ancor più dettagliato la personalità grazie ad un'attenta rilettura del Memoriale che fu studiato anche da Monaldo Leopardi.

Due, in particolar modo, le novità che emergono da questo libro: la prima, e più rilevante, è costituita dall’ipotesi, sostenuta da forti indizi, di un viaggio fin qui inedito compiuto da Lotto nel 1522 in Sassonia, a Lipsia e a Wittemberg, dove egli sarebbe entrato in contatto con un dipinto decisamente luterano, l’Epitaffio Schmidburg di Georg Lemberger, che viene individuato come il modello adottato per la Crocifissione, opportunamente modificato nel contenuto religioso; la seconda, invece, riguarda la proposta di datazione, con l'autore che individua tra il 1523 ed il 1525 l'incontro tra Lotto e Bonafede, con la Crocifissione che sarebbe stata concepita nel 1524, mentre l’incarico formale risalirebbe al 1525, la realizzazione e la firma al 1526 (a Bergamo) e la spedizione da Venezia nelle Marche all’estate 1527. Sabato 21 maggio, alle ore 18, il volume sarà presentato nel cortile di Palazzo Bonafede, a Monte San Giusto (in caso di maltempo la presentazione si svolgerà presso l'Auditorium Sant'Agostino). Interveranno il sindaco di Monte San Giusto Andrea Gentili, la storica dell'arte Marta Paraventi, il già direttore della Pinacoteca di Ancona Michele Polverari e Giulio Angelucci, autore del libro.


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