Da Guercino a Fontana - L’arte a Monte San Giusto fra il XVII e il XIX secolo

Monte San Giusto apre il 2018 con una mostra d’arte curata da Stefano Papetti

Nella lingua tedesca esiste il termine Wunderkammer (letteralmente stanza delle meraviglie) che forse riassume al meglio quello che vuole essere lo spirito del nuovo Museo di Palazzo Bonafede e della mostra “Da Guercino a Fontana” che ne sancirà la riapertura. In questi mesi il museo è stato riallestito ed è stato anche laboratorio di restauro per tre delle opere che saranno esposte nella mostra curata dal Professor Stefano Papetti. Tre opere pittoriche provenienti dalla ex chiesa di Sant’Agostino che vanno a raccontarci, in un periodo in cui l’inagibilità dei piani superiori di palazzo Bonafede e di Santa Maria in Telusiano ci rende ancora orfani della Crocifissione di Lorenzo Lotto e degli affreschi di Johannes Hispanus, insieme alle opere di Filippo Ricci, Luigi Fontana e gli stupendi fogli della Collezione Maggiori tutta quella ricezione artistica che, direttamente o indirettamente, è legata alle figure di Lorenzo Lotto e di Nicolò Bonafede o che, semplicemente va ad impreziosire ulteriormente un patrimonio artistico di grande rilievo. A Bonafede è collegato evidentemente Alessandro Maggiori per il matrimonio che lo legò con una discendente del Vescovo Nicolò. Nella sua grande passione per l’arte il Maggiori si adoperò collezionando una quantità innumerevole di disegni di grandi maestri tra il XVII e il XVIII secolo e il cui nucleo più cospicuo è conservato proprio a Monte San Giusto. Da qui Guercino che dialoga con Vasari, Andrea Pozzo, Cignani, Trevisani, Domenichino, Salvi, Procaccini, Barocci, i maestri della scuola romana e bolognese fino ad arrivare ad Anton Raphael Mengs. Il legame diretto è solido anche nel pittore monsampietrino Luigi Fontana che dipinge Bonafede col grandioso palazzo sangiustese in costruzione alle proprie spalle e, soprattutto, nella copia della Crocifissione di Lorenzo Lotto fatta per la famiglia Bonafede in cui le particolarità sono rappresentate dalla grande abilità del Fontana come copista e dalla cromia ottocentesca che in alcuni punti, con i restauri degli anni Ottanta, si è rivelata non originale. Le tre tele agostiniane integrano il percorso espositivo legando Monte San Giusto a quelle scuole pittoriche che vanno dai seguaci del Maratti fino ai Ricci, dinastia di pittori fermani la cui mano è rintracciabile in molte opere presenti a Monte San Giusto. Non solo Lotto dunque, ma tanti altri artisti che affiancano l’inarrivabile maestro veneziano vanno a costituire il patrimonio artistico sangiustese e che dimostrano come quello che oggi viene, a torto, considerato un comune centro di provincia sia stato nei secoli passati un luogo che, grazie alla vivacità artistica culminata nel Rinascimento di Lotto, Hispanus e Bonafede e arricchita nei secoli successivi fino a Fontana, non temeva il confronto con centri ben più grandi.

L’evento espositivo è promosso dal Comune di Monte San Giusto con il patrocinio di MIBACT, Regione Marche e Provincia di Macerata. Fondamentale sostegno all’iniziativa è stato fornito da Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e dall’azienda sangiustese Centro Accessori Calzature. L’organizzazione è curata dal Comune e dalla Pro Loco di Monte San Giusto.

La mostra verrà inaugurata sabato 17 febbraio e resterà aperta tutti i venerdì pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 19.00 con orario continuato fino all’8 aprile 2018. Previste aperture straordinarie la settimana di Pasqua.

Il catalogo, curato da Stefano Papetti, sarà disponibile nella sede espositiva.

L’ingresso è gratuito.


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